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INTRODUZIONE ALLA DOMOTICA

14/05/2026

ENERGY POWER

20/05/2026

INTEGRAZIONE DI SISTEMI E NUOVE FIGURE PROFESSIONALI

Dalle tecnologie aperte all’interoperabilità, dalla progettazione integrata ai nuovi tecnici-consulenti: perché la domotica moderna richiede competenze trasversali e una visione che va ben oltre l’elettrico.

Dinnanzi agli scenari che la Domotica ci propone, è naturale desiderare che, anche quando la complessità dei sistemi aumenta, la loro gestione e fruizione rimanga “alla portata di tutti”. Tra gli obiettivi primari della progettazione, quindi, accanto alla sicurezza deve esserci la semplicità di utilizzo. Ciò, tuttavia, non significa che la progettazione di tali sistemi sia cosa banale.

Un approccio differente, che confluisce nella progettazione integrata, è lo strumento per affrontare in modo ottimale tutte le problematiche dei più differenti casi eterogenei. Tale tipologia di progettazione esprime il suo meglio nella realizzazione di nuovi edifici o nelle ristrutturazioni rilevanti, lasciando le ristrutturazioni ordinarie alla progettazione convenzionale.

Pensando alle tecnologie a marchio proprietario, basate prevalentemente su reti cablate, l’extra spesa sembra giustificata solo nei primi due casi. Visto il numero relativamente basso di interventi di tale tipo, la Domotica sembrerebbe avere poco spazio. Per fortuna, le tecnologie wireless hanno esteso il suo campo di applicabilità.

A vantaggio della riduzione dei cost sono fiorite tecnologie aperte: economiche, versatili, robuste, sicure e funzionali almeno quanto quelle proprietarie. Hanno consentito un rapidissimo sviluppo di componenti, applicativi software ed interfacce che hanno formato, nel giro di pochi anni, un universo di dispositivi e metodologie utilizzabili per l’integrazione negli edifici.

È doveroso precisarlo: “aperto” significa che i meccanismi di comunicazione e di interazione sono pubblici, noti e liberamente accessibili. Non significa che la tecnologia sia insicura o facilmente violabile. 

Quello che mancava ai sistemi proprietari era l’interoperabilità. Rimasti sistemi chiusi e vincolati ai tempi e ai modi di sviluppo del marchio produttore, soffrivano – e spesso ancora soffrono – di asfissia in un mondo sempre più aperto e interconnesso. Le tecnologie aperte hanno già raggiunto un livello di interoperabilità sorprendente: oggi è possibile trasformare qualunque apparato elettrico in un componente di un sistema domotico centralizzato, permettendo a sistemi diversi di comunicare tra loro.

Nell’ottica dell’efficienza energetica, più volte mi è stato obiettato: “Tutti i sensori impiegati in questi sistemi consumano energia. Quindi, si spende per risparmiare!”. È vero. Ma è la differenza positiva tra risparmiato e speso che rende la cosa non solo eticamente, ma anche economicamente valida.

Gli attuali dispositivi sono progettati per avere consumi ridottissimi: nella quasi totalità dei casi consumano meno di un quarto della spia di un comune televisore in stand by. Alcuni, addirittura, hanno la capacità di raccogliere dall’ambiente in cui si trovano l’energia di cui hanno bisogno per funzionare.

Consumare quanto serve è per me una questione di etica. Come lo è anche il rispetto per le disabilità: la Domotica, oltre a evitare sprechi energetici, viene incontro alle esigenze specifiche di utenze diversamente abili.

In questo panorama si fanno strada nuove figure professionali che devono avere competenze il più trasversali possibile. Le soft skillsdiventano il patrimonio per l’attuazione dei sistemi integrati. Accanto al progettista, occorre che si specializzi sempre più anche l’integratore di sistema: con competenze che superano quelle puramente elettriche e vanno verso l’informatica, la programmazione e la sistemistica di rete.

Queste figure saranno chiamate non solo ad integrare sistemi differenti – permettere a due o più sistemi diversi di comunicare per l’esecuzione di specifici compiti – ma anche ad “ibridarli”: far nascere un nuovo sistema sulle ceneri di un altro, recuperando quanto possibile.

Dalla spinta propulsiva dei DIYers – Do It Yourself –  nasce l’esigenza dei DIFCer: Do It For Customer. Questi nuovi tecnici-consulenti hanno come obiettivo quello di plasmare un ambiente in perfetta aderenza alle esigenze del singolo o dei gruppi che ne usufruiscono. Tutto ciò definisce un nuovo standard di comfort che, senza dimenticare il valore dell’ Home Entertainment, consente di elevare ulteriormente la qualità della vita.

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